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IN RICORDO DI DON EGIDIO CASCIOLI

Nicola Chiechi

Il 17 marzo scorso è venuto a mancare, dopo una lunga malattia, don Egidio Cascioli, per tanti anni Parroco di Volturara Appula, ultimo di una fiorente generazione di sacerdoti di Roseto Valfortore.
I solenni funerali si sono svolti il pomeriggio del 18 marzo nella Cattedrale di Lucera. Una Santa Messa è stata celebrata anche a Roseto la mattina seguente, prima del trasporto della salma al cimitero.
Alle esequie celebrate a Lucera - la cerimonia è stata presieduta dal Vescovo Emerito Mons. Francesco Zerrillo - erano presenti numerosi confratelli, tra cui don Donato D’Amico, Vicario Generale e parroco di Volturara Appula, e don Antonio De Stefano, parroco di Roseto. Erano presenti inoltre molti parrocchiani di Volturara Appula, amici accorsi da Torremaggiore (dove padre Egidio ha vissuto in questi ultimi anni di sofferenza) e alcuni rosetani, tra cui i coniugi Felice Carpino e Diana Lupo, gli unici parenti di don Egidio ancora presenti  a Roseto Valfortore.
Durante la cerimonia, il Vicario Generale ha letto l’amorevole messaggio pervenuto dal Vescovo Mons. Giuseppe Giuliano – lontano dalla Diocesi per impegni pastorali – e quello del Vescovo Mons. Domenico Cornacchia. Don Donato D’Amico ha inoltre espresso profondi ed affettuosi pensieri in ricordo di don Egidio, per essere stato suo predecessore nel lungo Ministero al servizio della parrocchia “Santa Maria Assunta” di Volturara Appula.
Mons. Zerrillo, giunto appositamente da Reino (BN), sempre pronto, generoso e ancora tanto vicino al Clero e al popolo della Diocesi lucerina, nella sua omelia ha rivolto parole di elogio e di stima ed ha ricordato alcuni momenti di tenera affettuosità che lo legavano al Sacerdote scomparso, anche durante il lungo periodo della sua malattia.
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Conobbi padre Egidio verso la fine degli anni  ‘50, in occasione delle rare volte in cui egli ritornava per le sue brevi vacanze a Roseto dalle Missioni Comboniane in Eritrea. Da subito simpatizzammo, anche perché la sua abitazione era vicina al mio ufficio, nei pressi di piazza Umberto. Lo ricordo come un sacerdote di bell’aspetto, tanto gentile e garbato. Quando si trovava a Roseto, celebrava abitualmente la Santa Messa nella chiesa di Santa Maria, a cui partecipavano molti fedeli (allora numerosi a Roseto) per ascoltare le sue belle omelie.
In uno dei nostri incontri mi confidò che mal sopportava il clima africano, che minava la sua salute. Seppi poi che ad Asmara, in Eritrea, resistette comunque per più di dieci anni (cfr. il mio “Ricordi di Roseto Valfortore”, 2017, p. 28). Ritornato in Italia, fu proposto dalla Diocesi di Lucera come Parroco a Volturara Appula, dove è rimasto ininterrottamente per lunghi anni.
So che da bambino aveva frequentato a Roseto la scuola elementare con don Fedele De Cesare, entrambi nati nel 1927. A quell’epoca sul posto mancavano le scuole medie, per cui le loro strade si divisero: don Fedele andò a frequentare il Seminario di Benevento, don Egidio il Seminario Comboniano di Troia. Ho saputo poi che sin dal primo ginnasio presso il Seminario di Troia e successivamente, presso i Seminari di Sulmona e Firenze, ebbe come fedele compagno padre Angelo Di Prisco, originario di Fontanarosa (AV), fino al 1952, quando furono entrambi ordinati Sacerdoti dal Cardinale Schuster a Milano. In seguito padre Angelo partì per le Missioni in Brasile, dove rimase per 56 anni, e padre Egidio per le Missioni in Africa.
Naturalmente la dipartita del vecchio confratello ha profondamente addolorato padre Angelo Di Prisco, il quale attualmente, alla veneranda età di 92 anni, risiede presso la Casa dei Padri Comboniani di Troia.
Alla mia amarezza per la perdita del caro don Egidio, si aggiunge il profondo rammarico per aver perso i contatti con lui, soprattutto nell’ultimo periodo della sua lunga malattia.